WordPress vs Envato

WordPress.org vs Envato: Una Storia di Licenze

  Ancora non so quanto sei attivo all'interno del mondo WordPress ma, recentemente, è successo qualcosa che ha coinvolto la sua comunità. In poche parole, abbiamo assistito ad uno scontro di licenze.    

Prendendo in prestito le parole di Wikipedia, una licenza (o contratto d’uso) è uno strumento legale che può accompagnare un prodotto software, specificando le modalità con cui l’utente può utilizzare e distribuire tale prodotto, garantendo dei diritti ed imponendo degli obblighi o vincoli.

Quanto non mi piace questo modo istituzionale di descrivere le cose! Facciamo un esempio più terra terra, vuoi?

Prendiamo come esempio un tema WordPress, un tema che io stesso ho creato. Se voglio proteggere il mio lavoro da copie illegali, modifiche o altro, ho bisogno di utilizzare una licenza che tuteli i miei diritti. Fine.

Nel mondo Open Source, e anche in WordPress, non è mai piaciuto aver a che fare con queste licenze, licenze che spesso limitano proprio la possibilità di far circolare il codice prodotto impedendo ad altri di modificalo e migliorarlo. Per questo, nel lontano 1989 (lontano dal punto di vista informatico), Richard Stallman decise di dar vita alla GNU General Public Licence, universalmente conosciuta anche come GPL: un tipo di licenza che dona all’utente la libertà di utilizzo, copia, distribuzione del software utilizzato.

In altre parole, se stai utilizzando WordPress, sei libero di farne una copia, di passarla ad un amico, di accedere al suo codice sorgente modificandolo come meglio credi e di dare un prezzo a queste modifiche o al supporto che ne rilasci. Basta che tu applichi la stessa licenza al prodotto derivato.

Di Cosa Sto Parlando

Ho introdotto nello specifico le licenze perché avevo bisogno di mettere in chiaro un punto: WordPress.org è un progetto Open Source rilasciato sotto licenza GPL e come tale ti fornisce la possibilità di usarlo, modificarlo e distribuirlo soltanto se rispetti la licenza stessa, ovvero, che tu permetta agli utenti del tuo prodotto le stesse libertà che ti sono state concesse.

Questi termini non hanno niente a che vedere con la possibilità di creare o meno un reddito da esso, questo apparentemente è fuori da ogni questione perché tu sei libero di guadagnare utilizzando WordPress ma, in particolar modo, se si parla di distribuzione, o GPL o niente!

Prima di introdurre i concetti che andremo a vedere, lasciami condividere con te questa intervista a Matt Mullenweg, nella quale definisce evil chiunque rilasci prodotti WordPress senza la copertura di questa licenza.

Se non hai avuto il tempo di guardare questa intervista, c’è da dire che Matt crede molto in questa licenza, e devo dire che mi trovo molto vicino alla sua linea di pensiero, ma è soltanto recentemente che le cose sono iniziate a sembrare più cupe, andando a colpire in qualche modo la libertà dei suoi autori.

Per capire al meglio la situazione, andiamo a vedere il tutto in un ordine cronologico.

27 Maggio 2003 – Nasce WordPress

In questa data possiamo vedere la nascita di questo CMS, progetto nato dalla mente di due abili sviluppatori (Matt Mullenweg e Mike Little) che decidono di creare una tra le prime piattaforme di blog. Dato il rilascio nel mondo Open Source e il rispetto della licenza GPL, quella che era nata come un’idea, acquista in pochi anni la possibilità di espandersi con plugin e modificare il proprio aspetto grafico con l’uso di template; senza parlare delle centinaia di little feature che i volontari hanno sviluppato per questa piattaforma.

Come sappiamo, ad oggi, WordPress è uno dei CMS più utilizzati a livello mondiale ed è cresciuto in modi e forme delle quali dubito che il nostro Matt abbia immaginato fin dall’inizio.

20 Gennaio 2013 – La Tempesta dopo la Quiete

Sono passati quasi dieci anni dal primo impatto WordPress, ed in tutto questo tempo non si era fatto avanti nessuno a sbandierare la licenza che proteggeva questo progetto; almeno fino ad oggi. In questo giorno, uno sviluppatore WordPress molto conosciuto all’interno del marketplace ThemeForest, si è visto negata la possibilità di tenere la sua presentazione all’interno del WordCamp Chicago.

Lo sviluppatore di cui ti sto parlando si chiama Jake Caputo e all’interno dell’articolo Automatically Blackballed ci spiega come Andrea Middleton (incaricata di gestire le domande di partecipazione per i WordCamp) lo abbia contattato per dirgli che, data la vendita di temi WordPress su marketplace che non rispettano la licenza GPL (aka ThemeForest), gli è stata negata la possibilità di organizzare, fare volontariato o presentare all’interno di qualsiasi WordCamp.

Da questa comunicazione, come lo stesso Jake mette in evidenza all’interno del suo articolo, nascono molte controversie. Prima fra tutte, sembra più uno scontro tra titani (WordPress.org vs Envato) la cui violenza colpisce vittime che hanno ben poco potere decisionale, cioé i piccoli sviluppatori che contribuiscono attivamente alla crescita di WordPress.

Perché, ad essere sinceri, Jake è un attivo contribuitore che grazie ad i suoi temi e alle sue presentazioni (sarebbe stata la terza all’interno di un WordCamp), la cultura WordPress ha una chance in più per essere condivisa. Certo, esistono centinaia di altri sviluppatori che potrebbero tenere una presentazione, ma non è questo il mio punto.

22 Gennaio 2013 – Inizia la GPL Battle

Giusto due giorni dopo dalla pubblicazione dell’articolo di Jake, WP Daily decide di rendere pubblica questa problematica scrivendo esso stesso un articolo. In questo, viene nuovamente analizzato il caso Jake Caputo in relazione, anche, ad un commento che lo stesso Matt Mullenweg ha rilasciato, nel quale dichiara il suo dispiacere nel vedere che la Envato impone una licenza che va contro la GPL.

È giunto il momento di presentare la licenza che ti verrà assegnata se decidi di pubblicare i tuoi temi all’interno del marketplace della Envato.

23 Gennaio 2013 – La Risposta di Collis

Il giorno dopo, si vede apparire sullo stesso WP Daily un articolo scritto da Collis Ta’eed, uno dei fondatori dell’azienda Envato e dei numerosi marketplace di cui fa parte ThemeForest. In questa prima risposta tutto che quello che Collis condivide con noi sono spiegazioni sul tipo di licenza utilizzata dai suoi marketplace, definita anche come split licence.

Come ci ricorda il nome, questa è divisa in due parti principali. Una prima parte rispetta al 100% la licenza GPL e permette agli autori di rilasciare il codice PHP e HTML sotto di essa; l’altra parte, invece, è stata creata per proteggere i diritti degli autori su porzioni di codice ed immagini che uscivano dal contesto WordPress, come ad esempio i fogli di stile e le immagini utilizzate.

Anche il punto di vista di Collis non sembra del tutto errato. In fin dei conti, una template non si crea con solo codice PHP, ma necessita anche di grafiche e strutture per raggiungere i livelli che vediamo quotidianamente nei nuovi temi. È un peccato che questo infranga la stessa GPL…

29 Gennaio 2013 – Envato Organizza un Sondaggio

Dopo qualche giorno, sempre su WP Daily, Collis pubblica un nuovo articolo dove dichiara la sua volontà di consultare alcuni dei suoi maggiori autori con l’intenzione di scoprire che cosa pensano quest’ultimi di un cambio di licenza o, soltanto, la possibilità di scegliere una licenza differente da quella proposta normalmente.

Ad oggi, il sondaggio dovrebbe essere terminato ma non sono stati ancora rilasciati i risultati, o non sono stato in grado di trovarli io… La cosa interessante è che, sempre dentro l’articolo di Collis, si affrontano argomenti approfonditi come ad esempio la sua decisione di non dare scelta di licenze e, cosa ben più interessante, la richiesta di una maggior chiarezza da parte di WordPress.

Il discorso è che, spesso, chi parla per WordPress dimentica di comunicare la sua posizione a riguardo. Molti degli sviluppatori di WordPress.com contribuiscono a WordPress.org e molte persone che prendono decisioni per .com e Automattic possono prendere decisioni anche per .org, e questo comporta non pochi problemi.

Per prima cosa, il lato .com, ha degli scopi commerciali e deve rendere conto delle sue azioni anche agli investitori che, nel tempo, hanno finanziato questa azienda fino a raggiungere la somma di 30 milioni di dollari. Come si suol dire, mica noccioline! E se poi vogliamo anche approfondire, non ci è dato sapere in che modo il .com contribuisce e prende decisioni all’interno della fondazione .org; diciamo che c’è molta confusione a riguardo…

Oggi – Non Sappiamo Ancora Niente

Beh, questo è vero se stiamo parlando di Envato; per quanto riguarda WordPress.org, la fondazione ha le idee molto chiare. Non puoi organizzare, presentare o fare volontariato ai WordCamp se infrangi la GPL.

WordPress vs Envato Licenze

Molti autori non hanno niente in contrario con questo. In fin dei conti, WordPress.org non ci vieta di organizzare eventi che promuovono la sua piattaforma (basta vedere che cosa ha scritto Paolo Valenti a riguardo) e sarai libero di organizzare quanti ne desideri, fintanto che non utilizzi il nome WordCamp per il tuo evento.

E questa è anche una cosa più che giusta. Gli eventi targati WordCamp ricevono visibilità e sostegno da parte della fondazione, ma quello che mi fa storgere il naso è “Perché proprio adesso?“.

Voglio dire, WordPress è in circolo da quasi 10 anni e, per quanto possa adorare questa piattaforma, mi viene da chiedere perché non abbia fatto notare queste divergenze prima, forse un anno fa queste motivazioni non erano valide come oggi? Oppure è perché WordPress.com, che sarà in grado di acquistare una grossa visibilità da questi eventi, non vuole perdere il controllo sulla selezione e distribuzione di questi?

Recentemente ho scoperto che i WordCamp ricevono un sostegno da parte di WordPress.org, un sostegno che copre diversi campi. Alcuni dei quali riguardano il budget, la struttura, il catering ed addirittura i video. Si, hai capito bene, se l’ubicazione scelta per l’evento non favorisce il ristoro, WordPress ti aiuta anche in questo!

Non soltanto la WP Foundation (diventata un’entità legale a tutti gli effetti) ci aiuta a studiare e a coprire il budget di organizzazione, ma per poter organizzare un WordCamp, bisogna accettare il fatto che ci saranno dei cameraman pronti a catturare le presentazioni dei nostri speaker, pubblicando i video realizzati all’interno di WordPress.tv (facente parte sempre della WP Foundation).

Ora, non mi trovo contrario a dare questa disponibilità (se mai potrò organizzare un WordCamp) ma quello che mi disturba è che non sarò in grado di inserire i video realizzati a questi eventi perché WordPress.tv non lo permette. Ad essere sincero, WordPress.tv ci permette di condividere i video all’interno dei nostri blog, ma apparirà soltanto quando inizierai a visualizzare il video come mostra l’immagine a fianco.

In questo modo, la WP Foundation, centralizza tutto il contenuto multimediale creato all’interno del suo sito. mi viene da chiedermi se devo iniziare a pubblicare le mie guide sotto la Creative Commons…

Conclusioni

Ho scritto questo articolo perché avevo bisogno di farmi chiarezza e di capire meglio in che punto della storia WordPress ci troviamo, per cercare di capire quali sono i limiti che man mano ci vengono imposti. Sapevi, ad esempio, che se sei uno dei 2+ milioni di clienti ThemeForest ed hai comprato un tema WordPress, non puoi organizzare o presentare ad un WordCamp?

Lo scorso anno ho partecipato ad un WordCamp ed i suoi video sono disponibili a chiunque all’interno di YouTube. Puoi trovarli tutti all’interno del sito. Quelli del primo WordCamp 2013, saranno invece disponibili soltanto su WordPress.tv e potrai embeddarli soltanto nel modo da loro proposto.

Potremmo sempre condividere la loro presenza pubblicando i singoli link, ma in questo modo sono io stesso quello che viene limitato nella promozione di questa piattaforma. Molto strano da parte di una fondazione che è dedicata alla promozione di WordPress e di eventi formativi, di cui fanno parte gli stessi WordCamp.

Io non ho niente in contrario nel rilasciare i miei progetti WordPress sotto licenza GPL, dato che questo non mi impedirebbe di impostare un prezzo ai miei prodotti (se decidessi di farlo), ma la domanda che lampeggia nella mia mente è “Cosa succede se non rispetto la GPL?

Non essendo un avvocato, né qualcuno che trova questi argomenti eccitanti, questa è soltanto una delle domande che mi trovo a pormi. Sicuramente non sono dubbi che riguardano l’uso di WordPress all’interno della mia professione, su questo, sono assolutamente convinto di continuare a crescere il mio business basandomi su questa piattaforma. Piuttosto mi sto chiedendo dove potremmo arrivare. Oggi si parla di video e di budget, domani che cosa sarà?

Se anche tu hai gli stessi dubbi, o magari altri del tutto personali, il mio suggerimento è quello di inserirli all’interno di questo stesso post perché, in questo modo, potremmo organizzarli meglio e andare a fare chiarezza su questi aspetti.

Spero di non averti annoiato troppo nella lettura ma, in mia opinione, sono meccanismi che potrebbero limitare la nostra libertà.

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2 Responses to “WordPress.org vs Envato: Una Storia di Licenze”

    • Andrea Barghigiani

      Ciao Michele,

      in poche parole si. Se desideri organizzare un WordCamp devi chiedere a WordPress se ti è permesso di farlo, ma se vuoi organizzare un BarCamp (come hai detto nel commento) non ci sono problemi. Questo è dovuto al fatto che utilizzando il nome WordCamp andrai ad utilizzare il marchio WordPress e quindi cercano di moderare l’utilizzo del proprio nome.

      Non ci sono soltanto lati negativi al riguardo, come dico anche nell’articolo, se il tuo WordCamp viene accettato ci sono alte probabilità che la stessa WordPress ti rimborsi il budget, ti aiuti ad organizzarti e potrà darti qualche consiglio.

      Ovviamente, se vuoi organizzare un evento in cui parli di questa piattaforma, sarai liberissimo di farlo ed avrai come unico limite il fatto che non potrai utilizzare WordCamp come nome per il tuo evento. Se vuoi un chiarimento Paolo Valenti (aka wolly) ha scritto questo interessante articolo su WP Italy dove annuncia che i suoi prossimi eventi si chiemeranno WP Days.

      Grazie anche per i complimenti e a presto!

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